
IMBA 125 + trof.piemonte
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Sull’area casalese a destra del Po era sorto in epoca ligure o celto-gallica
un agglomerato che con il nome di Vardacate divenne municipium romano. Dopo
le distruzioni barbariche per la prima volta appare in un documento dell’archivio
capitolare il nome di Casale di Sant’Evasio nel 988, dal nome del Vescovo
di Asti che cristianizzò il borgo. Entrato a far parte della marca
del Monferrato sotto Aleramo, dopo la dominazione longobarda, il borgo fu
distrutto nel 1215 da parte dei Vercellesi, con l’aiuto di Milanesi
e Alessandrini. Il comune risorge comunque poco dopo la sconfitta; estinta
nel 1305 la dinastia degli Aleramici, sotto i Paleologi di Bisanzio diventa
capitale del marchesato e, sotto il regno di Guglielmo VIII, nel 1474 sede
di diocesi ottenendo il meritato titolo di città. E’ l’inizio
di un periodo di grande rinascimento politico, religioso e culturale. Nel
1559 il trattato di Cateau Cambresis assegna il dominio ai Gonzaga di Mantova,
che fortificano la cittadina. Per tutto il Seicento Casale è sottoposta
agli assedi di Spagnoli e Francesi fino alla pace di Utrecht del 1713, con
il passaggio ai Savoia e la perdita del ruolo di capitale. Durante la guerra
della Prammatica Sanzione per la successione al Trono d’Austria, l’occupazione
di gallo-ispani nel 1745 causa gravi danni a chiese e conventi. Subito dopo
Casale fu investita dal vento barocco e per l’impegno dei nobili borghesi,
nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi, tuttora ammirata.
Arrivò la bufera francese e nell’epoca napoleonica, per riconoscimento
di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento (Tribunale, Liceo, Caserme).
Con la sconfitta di Novara resistette ad oltranza alle truppe austriache.
Nella seconda Guerra d’Indipendenza fu il fulcro della strategia francopiemontese.
Alla fine dell’800 Casale divenne “capitale del cemento”
e nel ‘900 trasformò a fatica le proprie imprese verso il settore
dei frigoriferi e delle macchine da stampa.

